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Progetto 39: All’università come noi

Lancio: Dicembre 2021

Ultimazione:

Obiettivo raccolta: € 1.500,00

Contributi assegnati: € 750,00

A giugno 2021, Suor Maria Rosa Venturelli, promotrice del progetto 36, ci avvisa di aver trovato un passaggio per il materiale disponibile con un container della Croce Rossa ed entusiasti avviamo subito le pratiche di spedizione. Sentendo inoltre l’esigenza di dare un valore più profondo a questa donazione, insieme all’amministrazione comunale abbiamo pensato di creare un vero e proprio collegamento tra le scuole di due territori così lontani usando proprio i banchi come ponte. A settembre abbiamo proposto un progetto educativo da inserire nel POT, il Piano dell’Offerta formativa Territoriale, per sensibilizzare gli alunni sul consumismo e lo spreco, facendoli inoltre riflettere sul nostro stile di vita e offrendo loro la possibilità di conoscere quello di altri ragazzi della loro stessa età, ma cresciuti in un’altra parte del mondo. Tale progetto al momento è stato attivato da 4 scuole, sia elementari che medie, riscuotendo molto successo da parte degli alunni che hanno deciso di mettersi in gioco provando a rinunciare al superfluo e creare un collegamento con il Congo inviando lettere di presentazione come si faceva una volta con l’amico di penna.
In particolare, abbiamo proposto un’attività strutturata in 2 incontri:
1. Nell’incontro di sensibilizzazione abbiamo presentato l’associazione e consegnato a chi voleva il salvadanaio in cui inserire i controvalori di tutte le rinunce nel mangiare, vestire, divertimento o altro della loro vita quotidiana.
2. Dopo 10-15 giorni, nell’incontro di attività, abbiamo discusso e riflettuto sulla tipologia delle rinunce, le motivazioni e le difficoltà. Abbiamo inoltre confrontato la nostra settimana tipo con la routine quotidiana degli alunni congolesi guardando i video da loro inviati. Per i ragazzi delle medie che studiano il francese vi è stata inoltre la possibilità di scrivere una lettera a un alunno del Collegio della Divina Misericordia in modo da poter instaurare una vera e propria relazione e uno scambio virtuale di stile di vita.
Al momento il materiale scolastico è pronto per essere spedito e siamo in attesta di essere contattati dalla Croce Rossa per organizzare la spedizione. Abbiamo già completato gli incontri in 3 scuole e siamo in attesa di ricevere le lettere da spedire agli alunni congolesi.


Obiettivo: Per dare continuità al progetto 36bis abbiamo deciso di accogliere la richiesta di Suor Maria Rosa Venturelli di finanziare 3 borse di studio per gli alunni più meritevoli del Collegio della Divina Misericordia. Ogni borsa di studio prevede la copertura delle spese universitarie per un anno cercando, così di dare un’opportunità di formazione avanzata e di cultura approfondita alle nuove generazioni congolesi che formeranno la nuova élite intellettuale del paese.
Dove: Mamam Mobutu, Repubblica Democratica del Congo, parrocchia di S. Giovanni Apostolo diocesi di Kisantu, suffraganea della diocesi di Kinshasa, la capitale del Paese.
Responsabile in loco: Padre Janvier Kabeya Mbinze, Missionario Comboniano, cappellano spirituale della fondazione.
Promotrice del progetto: Suor Maria Rosa Venturelli, Missionaria Comboniana.

Progetto 38: Ospedaletto a Babonde

Lancio: Dicembre 2021

Ultimazione:

Obiettivo raccolta: € 2000,00

Contributi assegnati: € 850,00

In occasione dell’incontro del 19 novembre con Padre Renzo Busana abbiamo avuto la possibilità di presentare in anteprima il progetto 38 “Ospedaletto a Babonde”.
La situazione sanitaria a Babonde e dintorni non è rosea, come del resto in tutta la Repubblica Democratica del Congo. Le scuole per infermieri non mancano, le università “sfornano” nuovi dottori, ma per quanto riguarda cure, medicine e strutture sanitarie tutto è nelle mani dei pazienti e delle loro possibilità economiche, per questo i “pazienti” sono spesso chiamati “clienti”.
Nella situazione economica disastrata del paese, dove la quasi totalità degli abitanti vive di sola agricoltura esercitata a livello familiare, poter garantire le cure mediche essenziali è un rompicapo, talvolta impossibile da risolvere.
Nei villaggi più periferici le cure sono affidate ad un infermiere con quattro anni di preparazione e ad una infermiera ostetrica. La struttura detta “Poste de santé” è costruita dagli abitanti del villaggio che contribuiscono con il lavoro comunitario e con l’acquisto di qualche materiale necessario.
Molti tra gli infermieri non ricevono uno stipendio da parte dello stato. Tutte le medicine e le operazioni chirurgiche più semplici che vengono compiute nell’Ospedaletto (ernie, appendiciti, cisti, parti cesarei…) sono a pagamento.
Il tetto di questi “poste de santé” è costruito con materiale locale in foglie o in “tegole” in legno leggero che hanno una tenuta e durata limitata. Questo fatto mette spesso in pericolo i pazienti ricoverati ed i materiali custoditi.

Obiettivo: In questo contesto il progetto vuole contribuire all’acquisto dei materiali per la costruzione di un edificio semi-duraturo (con struttura in legno resistente e onduline zincate per il tetto), oltre che ad un microscopio, utile per individuare la malaria e molte delle infezioni intestinali.

Dove: Babonde, Repubblica Democratica del Congo

Responsabile in loco: Padre Renzo Busana, missionario dehoniano

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