Progetto 38: Ospedaletto a Babonde

Lancio: Dicembre 2021

Ultimazione:

Obiettivo raccolta: € 2000,00

Contributi assegnati: € 850,00

In occasione dell’incontro del 19 novembre con Padre Renzo Busana abbiamo avuto la possibilità di presentare in anteprima il progetto 38 “Ospedaletto a Babonde”.
La situazione sanitaria a Babonde e dintorni non è rosea, come del resto in tutta la Repubblica Democratica del Congo. Le scuole per infermieri non mancano, le università “sfornano” nuovi dottori, ma per quanto riguarda cure, medicine e strutture sanitarie tutto è nelle mani dei pazienti e delle loro possibilità economiche, per questo i “pazienti” sono spesso chiamati “clienti”.
Nella situazione economica disastrata del paese, dove la quasi totalità degli abitanti vive di sola agricoltura esercitata a livello familiare, poter garantire le cure mediche essenziali è un rompicapo, talvolta impossibile da risolvere.
Nei villaggi più periferici le cure sono affidate ad un infermiere con quattro anni di preparazione e ad una infermiera ostetrica. La struttura detta “Poste de santé” è costruita dagli abitanti del villaggio che contribuiscono con il lavoro comunitario e con l’acquisto di qualche materiale necessario.
Molti tra gli infermieri non ricevono uno stipendio da parte dello stato. Tutte le medicine e le operazioni chirurgiche più semplici che vengono compiute nell’Ospedaletto (ernie, appendiciti, cisti, parti cesarei…) sono a pagamento.
Il tetto di questi “poste de santé” è costruito con materiale locale in foglie o in “tegole” in legno leggero che hanno una tenuta e durata limitata. Questo fatto mette spesso in pericolo i pazienti ricoverati ed i materiali custoditi.

Obiettivo: In questo contesto il progetto vuole contribuire all’acquisto dei materiali per la costruzione di un edificio semi-duraturo (con struttura in legno resistente e onduline zincate per il tetto), oltre che ad un microscopio, utile per individuare la malaria e molte delle infezioni intestinali.

Dove: Babonde, Repubblica Democratica del Congo

Responsabile in loco: Padre Renzo Busana, missionario dehoniano

Progetto 36: penne SÌ – armi NO

Lancio: Dicembre 2020

Ultimazione: Giugno 2021

Obiettivo raccolta: € 2.000,00

Contributi assegnati: € 2.000,00

Il progetto nasce grazie all’aiuto della Missionaria Comboniana Suor Maria Rosa Venturelli.
L’obiettivo è quello di dare un volto di CULTURA alle nuove generazioni congolesi, vivificando e sviluppando capacità umane, culturali, scientifiche, artistiche, sociali attraverso la condivisione e l’aiuto economico per l’acquisto di materiale didattico, manuali di cultura per gli insegnanti, forniture scolastiche necessarie.

Struttura: Collegio della Divina Misericordia – Città Maman Mobutu.Fondazione della Divina Misericordia che ha per carisma: “la compassione verso i più vulnerabili che non possono avere un futuro di cultura”, lottando contro l’analfabetismo.

Dove: nella Repubblica Democratica del Congo, parrocchia di San Giovanni Apostolo, situata nella zona Mont Ngafula, diocesi di Kisantu, suffraganea della diocesi di Kinshasa, la capitale del Paese.

Anno scolastico: 2020­/2021

Responsabile in loco: Padre Janvier Kabeya Mbinze, Missionario Comboniano, cappellano spirituale della fondazione.

Scopo: favorire una migliore integrazione di questi ragazzi vulnerabili, spesso di strada, dando la possibilità di una cultura qualificata per un loro futuro sociale e umano valido e reale. Diventare nel tempo un collegio di riferimento nella città, con la collaborazione attiva e il coinvolgimento diretto degli insegnanti e delle famiglie dei ragazzi/e stessi.

Acquisto di 50 banchi per gli studenti del collegio

Auguri AUPAT da p. Renzo Busana

Carissimi tutti di AUPAT,

Voglio anch’io unirmi alla gioia di questa felice ricorrenza anniversario di 20 anni d’esistenza generosa, ricca di frutti, impegnata.

Negli corso di tutti questi anni siamo stati in stretto contatto malgrado la distanza geografica che separa l’Italia dall’Africa e spesso abbiamo beneficiato dell’amicizia e della solidarietà venendo in questo modo in aiuto a tante persone che vivono in situazioni difficili o di povertà.

Lo sviluppo passa attraverso il cambiamento di mentalità e le buone pratiche che permettono di uscire dai differenti  circoli viziosi che affliggono la nostra gente. Difficoltà a programmare; l’abitudine a  vivere giorno per giorno senza riuscire a risparmiare o a ben conservare (le sementi per esempio); l’affidarsi a tecniche di allevamento o di coltivazione ancestrali senza aprirsi alle nuove conoscenze agricole o veterinarie…

Grazie ad AUPAT  abbiamo potuto scrivere dei bei capitoli operando del territorio di Babonde, nella Repubblica Democratica del Congo, aiutando a conservare le sementi dopo il raccolto in attesa delle nuove semine; introducendo nuove culture (cacao) e rinforzandone altre (altre); iniziando un buon numero di persone all’allevamento di una nuova razza di maiali; associando dei gruppi di persone in embrionali cooperative per la coltivazione dei campi.

Un antico maestro insegnava così: “Pensare globale. Agire locale”. Ci sembra, con AUPAT, di aver tentato di declinare nel piccolo questa ‘massima’. A Dio piacendo potremo tentare di scrivere altri capitoli di cooperazione e di sviluppo, capitoli utili e belli. Buona festa a tutti.

p. Renzo Busana

Gbonzunzu 16.11.2020

Aggiornamenti Progetto 32bis

Carissimi Sostenitori di AUPAT,

abbiamo ricevuto da p. Renzo Busana un aggiornamento sul progetto “Agricoltura e allevamento a Babonde” che vi riportiamo di seguito. Nella sua mail, viene fatta la richiesta di estendere il contributo di AUPAT da 1.500 euro a 2.250 euro. Il Direttivo ha approvato questa richiesta auspicando nella generosità di tutti i soci e sostenitori di Aggiungi un posto a tavola.

Carissimi,

scusate il ritardo nella risposta, ero in viaggio e leggendo la vostra mail ho preso l’iniziativa di acquistare un maiale maschio che ci mancava per l’appunto. Diciamo che abbiamo investito sulla fiducia che ci avete dato. Giusto oggi, lo abbiamo introdotto nella stalla. Il suo costo è di 250 dollari. Per il momento non pensiamo di acquistarne altri. Per questo con il vostro contributo pensiamo di sostenere altre iniziative di agricoltura come quella della promozione della coltura della soja, del cacao e del caffè.

Da diverso tempo abbiamo una necessità alla quale non siamo ancora riusciti a dare risposta. Abbiamo un trattore che utilizziamo principalmente per trasporto materiali da costruzione e in questo momento stiamo costruendo un laboratorio di falegnameria per la scuola di falegnameria che ha raggiunto oramai il suo quarto anno di attività. Manchiamo di un attrezzo da attaccare al trattore per lavorare la terra e questo sarebbe utilissimo per incentivare qualche coltivazione che è attualmente fatta essenzialmente a braccia (zappe). Vista la vostra disponibilità vi chiedevo se sarete disposti ad aumentare il vostro contributo. Un attrezzi del tipo che cerchiamo costa 1.800 euro ai quali occorrerebbe aggiungere 200 euro per il trasporto da Kisangani a Babonde. Che ne dite? Invece che 1.500 euro arrivare a 2.250 euro?

Vi invio qualche foto di oggi e del nuovo maiale acquistato e trasportato da Isiro a Babonde nel bel mezzo di altri bagagli nella nostra Land Rover.

Grazie per avere pensato ai progetti di Babonde.

Un carissimo salutone a tutti voi

P. Renzo Busana scj

Progetto 32 bis – Congo – Babonde

Progetto “Agricoltura e allevamento” a Babonde

Lancio: Dicembre 2018

Ultimazione: Dicembre 2019 (concluso)

Obiettivo raccolta: € 2.250

Contributi assegnati: € 2.250

Il progetto riguarda la creazione di piccole cooperative di agricoltori e di allevatori nella zona di  Babonde (Congo). Questa zona e il suo circondario è prettamente a vocazione agricola. L’economia di sussistenza, lontana dalle città, in piena foresta equatoriale, fuori dalle strade di grande comunicazione, non offre molte possibilità certe di lavoro.  La conseguenza è che un numero elevato di bimbi malnutriti, in carenza di proteine,  hanno regolarmente bisogno dell’aiuto del Centro Nutrizionale di Babonde denominato “Talita Kum”.

Un animale da cortile o un sacco di fagioli o di riso pronto ad essere venduto in caso di necessità e urgenze (scuola, malattie, viaggio) sono preziosi. Senza queste “riserve” la popolazione può essere facilmente in balia degli eventi. Come si può ben immaginare il lavoro non è meccanizzato e risulta essere davvero duro, faticoso e logorante.

A partire dal 2017 presso la missione di Babonde alcuni gruppi di persone sono stati supportati per costituirsi in “comité”, ossia comitati, per l’introduzione della COLTIVAZIONE del CACAO accanto a quella del CAFFE’ e della SOIA e anche per l’ALLEVAMENTO DI MAIALI di una razza migliore di quella locale. Inoltre, un piccolo stagno serve da alcuni anni per la PISCICULTURA. In tutto questo i comitati sono assistiti da un AGRONOMO.

La COSTRUZIONE DI UNA STALLA per maiali è già stata reallizzata. E’ a dimensione familiare e può beneficiare provvisoriamente della consulenza / assistenza di un veterinario che viene da una città vicina.

Con il progetto 32bis possiamo offrire la possibilità replicare questa esperienza in altri villaggi vicini con la costituzione di altri comitati locali. In particolare, AUPAT sosterrà l’acquisto di animali da cortile (maiali) e di materiale per l’agricoltura.

Il referente in loco è padre Renzo Busana scj.

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