Conclusione Progetto 31 – Istruzione in Omdurman

Con il versamento di 400€ si chiude il Progetto 31 Istruzione in Omdurman.

Riceviamo da Suor Maria Rosa il ringraziamento delle consorelle comboniane che seguono il progetto in Sudan.

“Carissima Maria Rosa,

Con grande gioia ho letto tua mail dove mi comunichi il bonifico fatto dalla vostra associazione per la nostra scuola di Omdurman in Sudan. Ho inoltrato copia di questo bonifico a Sr. Rosangela Boschi, la superiora provinciale. Di cuore vi ringraziamo per la vostra generosità, questa ci fa vedere che nel mondo si fa ancora tanto bene anche se solo il male riceve pubblicitá.

Le nostre bambine vengono da durissime realtá dove l’egoismo e il male (guerra) hanno lasciato impronte profonde e difficile da guarire. Ma ricevere dei gesti generosi li fa riacquistare la fiducia nell’essere umano.

Cara Maria Rosa ti prego di ringraziare ognuna delle persone che formano parte dellAssociazione e un grazie grande anche a te che ci fai da ambasciatrice e ponte per rendere possibile lo stabilire un legame tra Europa e Africa tramite l’educazione.

Un abbraccio e vi assicuro la nostra preghiera.”

Sr. Ysabel Paredes e sorelle comboniane

Sospensione Progetto 32

Padre Daniele Gaiola ci ha inviato una notizia importante sul Progetto 32 avviato da AUPAT lo scorso dicembre 2017.

Per correttezza ai sostenitori dei progetti di AUPAT, ritengo doveroso informare che il Progetto per l’adeguamento della casa degli studenti (batterie, pannelli solari e cisterna per acqua) a Nauela in Mozambico, non potrà avere seguito. Il motivo che ci è stato onestamente detto è che il padre missionario Augusto Nicolau, a Marzo, a causa di una malattia fulminante, è tornato alla Casa del Padre. Era lui il responsabile della missione degli internati degli studenti. Ora a motivo di scarso personale, la missione è sguarnita. I missionari dehoniani lì presenti vedono la necessità di portare avanti le opere di padre Augusto, ma nel momento si rendono conto di non poter gestire in modo conveniente non solo l’adeguamento necessario alla casa degli studenti ma neppure una manutenzione che possa durare negli anni. Abbiamo apprezzato molto l’onestà e serietà di questa scelta da parte dei missionari facendo richiesta che i soldi già raccolti siano usati per un progetto che possa essere seguito e realizzato in maniera consona.

Il Direttivo AUPAT sta valutando un progetto alternativo a cui devolvere i contributi raccolti per il Progetto 32.

Aggiornamenti dal Mozambico

Padre Daniele Gaiola, di ritorno dal suo viaggio in Mozambico, in questo articolo ci aggiorna sul progetto “ACQUA PULITA… E BUONA PER TUTTI”.

Pur essendo stato in Mozambico nel mese di agosto, mi è stato impossibile per via di tempi e di costi, visitare Beira e il suo arcivescovo. Comunque avevo avuto un incontro con lui in luglio qui in Italia, per cui vi porto gli aggiornamenti del progetto che abbiamo scelto di sostenere e che riguardano la sistemazione di una perforatrice e il suo invio attraverso container. Vi ripropongo alcune parole e dati che mons. Claudio Dalla Zuanna ci riferisce su questo progetto, sulla sua importanza e la gratitudine nei confronti del nostro concreto appoggio.

«La nostra non è una guerra per l’acqua – afferma l’arcivescovo di Beira mons. Claudio Dalla Zuanna –, come qualcuno prevede accadrà a breve altrove, disastrosamente e a livello planetario, ma molto più semplicemente una piccola e quotidiana battaglia per ottenere ed utilizzare dell’acqua pulita e difendersi dalle conseguenze fastidiose e talvolta nefaste delle malattie causate dalle amebe e dai parassiti o vermi intestinali».

L’acqua è vita e la costruzione o il ripristino di pozzi d’acqua in Africa, rappresentano la speranza che l’acqua divenga per tutti un reale diritto fondamentale ed universale. L’iniziativa tra ispirazione dal Giubileo della misericordia voluto da papa Francesco, volendo cosi rispondere all’invito evangelico “date da bere agli assetati”, una delle opere di misericordia presenti al capitolo 25 del Vangelo di Matteo. Papa Francesco chiede nell’Enciclica Laudato si’ al n. 30 che l’acqua sia disponibile per i poveri, perché «negare loro l’accesso all’acqua potabile, significa negare il diritto alla vita radicato nella loro inalienabile dignità».  Dare da bere agli assetati significa in primis procurare acqua a chi ha sete vera.

Dati ufficiali Onu ricordano che oltre due miliardi di uomini e donne per mancanza di acqua vivono in condizioni sanitarie che rendono le loro esistenze precarie e ne abbreviano la durata. Dunque l’acqua è un diritto, non una merce da mettere sul mercato, e il poter usufruire dell’acqua per dissetarsi e vivere degnamente è un diritto essenziale all’uomo!

Il progetto “Acqua pulita… e buona per tutti” ha l’obiettivo di portare l’acqua nelle zone più povere e abbandonate della diocesi di Beira, dove la prima causa della mortalità infantile è riconducibile alla mancanza di acqua potabile.

La siccità a causa dei cambiamenti climatici, colpisce il sud della diocesi e la pesante svalutazione della moneta locale (-70% in 4 mesi nei confronti dell’euro) hanno reso molto problematico garantire l’alimentazione nei convitti delle scuole rurali. Ci sono zone dove le persone percorrono più di 5 Km a piedi per avere la possibilità di accedere a una fonte d’acqua, ma insufficienti per i tanti che vi attingono, a volte anche 500 famiglie e il loro bestiame. Veramente si comprende il significato dell’espressione: l’acqua, è speranza di vita.

Grazie alla collaborazione di alcuni volontari italiani, tecnici esperti in materia, si sta approntando un camion munito di trivella e di quanto necessario per la costruzione dei pozzi nelle varie missioni della diocesi. I pozzi che saranno affidati alle comunità cristiane del territorio che provvederanno a garantire l’accesso all’acqua per tutti e anche all’opportuna manutenzione del pozzo e della pompa.

Il container partirà a fine anno 2017 e grazie ad una cospicua donazione in denaro fattaci da un’azienda locale e alla cessione gratuita di una trivella da parte di una seconda azienda, sarà possibile completare il progetto pozzi in Mozambico.

In particolare, la perforatrice è stata revisionata e alcuni nostri soci stanno imparando a usarla. A fine anno tutta l’attrezzatura sarà spedita alla Diocesi di Beira in Mozambico. Monsignor Claudio dalla Zuanna ha già individuato alcuni giovani del luogo, che saranno istruiti dai nostri volontari per essere autonomi nella gestione della macchina. Questo è davvero un importante progetto che ci consentirà di fornire acqua potabile a numerosi villaggi, dove ora molti bambini ma anche tanti adulti muoiono per problemi gastrici  causati dalla ingestione di acqua inquinata.

«Dentro questa realtà missionaria di Beira- conclude il vescovo Claudio dalla Zuanna- anch’io imparo pian piano a essere vescovo. Un dono grande che conta sul sostegno di tante persone care che, anche se da lontano, partecipano al mio ministero con le loro preghiere e aiuti. Tra questi, tanti confratelli, amici e benefattori. Su ognuno di voi chiedo la benedizione del Signore e per me il ricordo nelle vostre preghiere».

 

Notizie dal Progetto Ecuador – Comedor Bellavista

ecuador3Ecco alcuni aggiornamenti sul Progetto 29 per il sostegno di una Mensa per l’Infanzia (Comedor Infantil) presso la Missione dei dei padri Dehoniani a Bahia de Caraquez.

La missione si trova lungo la costa nella zona colpita dal terremoto. Il 16 aprile 2016 infatti un forte terremoto ha devastato gran parte della zona costiera del paese. Il terremoto è stato di magnitudo 7,8, con epicentro a circa 170 chilometri dalla capitale Quito. Il bilancio è stato di quasi 700 morti, 8.000 feriti e 20.000 senzatetto. Nei giorni successivi al terremoto per far fronte alla situazione di emergenza, sono stati mobilitati 12.000 militari e 7.200 poliziotti oltre a personale sanitario. gli aiuti nazionali si sono poi aggiunti aiuti provenienti da organizzazioni, enti e paesi stranieri. ecuador

Anche noi come AUPAT abbiamo dato il nostro supporto per una mensa dedicata ai bambini: il Comedor Infantil Padre Dehon. Dopo il sisma, sono poche le famiglie rimaste a Bahia de Caraquez.

ecuador2Attualmente i ragazzi che frequentano la missione sono rimasti all’incirca 35. Ogni giorno vengono alla mensa per un pasto e per il doposcuola. Oltre al cibo, alle famiglie più povere vengono dati dei simil voucher per comprare materiale scolastico e sanitario in particolari negozi per evitare lo spreco o l’abuso.

ecuador4Attraverso i referenti della missione, i padri dehoniani ed una suora che tutti i giorni accompagna questo progetto, abbiamo coperto quasi 2 mesi del fabbisogno per sostenere questa mensa. ecuador5In particolare abbiamo sostenuto  le spese per il cibo, materiale scolastico e vestiario dei 35 giovani che frequentano la missione.

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