Progetto 35 – Produzione detersivi – Douala – Camerun

Lancio: Aprile 2020

Ultimazione: Dicembre 2020

Obiettivo raccolta: € 2.000,00

Contributi assegnati: € 700,00

Questo progetto molto originale è stato ideato da Paul Simo. Paul ha 29 anni, è originario del Camerun e dal 2014 vive a San Lazzaro di Savena presso la comunità parrocchiale di San Lorenzo del Farneto. La sua avventura è partita nel suo paese natale in Camerun, quando, dopo aver conseguito la laurea in Biologia, ha vinto una borsa di studio che gli ha offerto la possibilità di proseguire gli studi in Italia, presso il dipartimento di Chimica e Tecnologia Farmaceutica dell’Università di Bologna. Durante il suo percorso di studi, Paul ha iniziato a coltivare l’idea di studiare per arrivare a fare qualcosa di concreto per il suo paese di origine. Dopo tanto impegno e diversi tentativi a volte purtroppo falliti, nel 2019 ha individuato la possibilità di fare una tesi di laurea che lo ha portato all’idea di avviare una nuova impresa produttrice di detersivi liquidi in Camerun. Grazie alle due lauree conseguite, Paul avrebbe avuto diverse alternative lavorative post laurea in Italia, ma il suo intento era quello di voler fare qualcosa per il suo paese d’origine mettendo a frutto i suoi talenti e facendo una scelta controcorrente: tornare in Camerun.

Laurea Paul Simo

Dopo la laurea conseguita a febbraio 2020, Paul è partito per la città di Douala che è un importante porto commerciale e centro del business del Camerun. A Douala, Paul sta avviando il suo progetto imprenditoriale per la produzione di detersivi liquidi grazie anche al sostegno di alcuni imprenditori di Pianoro che metteranno a disposizione macchinari, attrezzature e consulenza economica. Gli imprenditori hanno chiesto a Paul Simo di entrare quale socio, nel capitale della costituenda Società, con una quota che contribuirà all’avviamento dell’impresa per l’espletamento delle pratiche burocratiche e amministrative, per l’organizzazione della parte logistica/ gestionale e lo sviluppo commerciale. Anche la Parrocchia del Farneto che conosce Paul da tanti anni crede in lui e ha deciso di sostenerlo economicamente. Questo progetto è davvero molto ambizioso e necessita di un ulteriore supporto economico che Paul in prima persona attualmente non riesce a garantire. Nella sua decisione entrano però in gioco i suoi valori e il suo credo profondo, che sono molto in linea con lo spirito della nostra associazione: cambiare in meglio il nostro mondo distribuendo in modo più equo le ricchezze tra Nord e Sud del mondo.

Anche se Paul non è un missionario, questo progetto è molto vicino a ciò che AUPAT da anni sostiene: contribuire alla nascita di una nuova impresa in Africa offrendo lavoro alle persone in loco. Nella sua impresa Paul prevede l’assunzione di una decina di dipendenti in loco e il contributo di Aupat andrà a sostegno degli stipendi mensili per il personale impiegato in Camerun per un totale di €2000.

Paul Simo è il referente in loco, con l’impegno di inviare frequentemente aggiornamenti su come procede la sua avventura imprenditoriale. Gli eventuali utili ricavati dal nostro contributo saranno destinati a sostenere altri progetti sociali in Camerun.

Progetto 34 – Un piatto per tutti – Braila – Romania

Lancio: Aprile 2020

Ultimazione: Ottobre 2020

Obiettivo raccolta: € 2.000,00

Contributi assegnati: € 2547,40

Centro Diurno a Brăila

La Romania si trova a fare i conti con una delle più gravi emergenze sociali degli ultimi anni: l’infanzia abbandonata. Un’intera generazione segnata dall’abbandono e dal disagio, di cui solo in questi ultimi anni le autorità romene hanno iniziato ad occuparsi. A differenza di quanto accadeva negli anni ‘90, oggi la popolazione deve far fronte ad una nuova emergenza: la disgregazione dei nuclei familiari. La crisi economica, la mancanza di lavoro, l’impressionante miseria degli stipendi degli operai rumeni, che paradossalmente si scontra con il costo alto della vita, e in modo particolare proprio per i beni di consumo principali, fa sì che moltissimi siano spinti ad emigrare, soprattutto verso Italia e Spagna. Specialmente le donne partono per cercare un lavoro che consenta di mantenere la famiglia rimasta in Romania. Così si sta verificando un fenomeno nuovo di smembramento dei nuclei familiari e chiaramente a pagarne le conseguenze sono ancora una volta i bambini, che restano affidati a papà, nonni o zii, i quali spesso non hanno condizioni di vita minimamente accettabili: è diffusissimo l’alcolismo e la minaccia della punizione corporale è un metodo educativo largamente condiviso.

Suor Michela Fabbri

La città di Brăila , a livello nazionale, è quella dove si registra il più alto tasso di abbandono scolastico (2,3% della popolazione scolastica contro li 1,8% di quello nazionale). In questa città opera e vive una piccola comunità di Suore Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento :la “Fundatia Surorile Clarise ale Sf. Sacrament” .

La nostra referente è Suor Michela Fabbri, originaria del Farneto (San Lazzaro di Savena) che da alcuni anni opera presso questa comunità. Dal 1998 le suore hanno avviato la Casa d’Accoglienza “Il Sorriso di Mariele” dove sono stati accolti e accuditi bambini e ragazzi con disagi familiari e sociali. In venti anni sono stati aiutati e sostenuti tanti bambini e giovani grazie all’aiuto di molti benefattori e associazioni. La missione della Casa d’Accoglienza si è conclusa nel 2019, quando è iniziato il nuovo progetto di ampliamento del Centro Diurno (aperto nel 2004). Lo scopo fondamentale di questo Centro Diurno è accogliere bambini dai 5 ai 12 anni e donare loro un luogo dove poter vivere la loro infanzia e crescere con serenità, sviluppando talenti e capacità. L’attività del Centro Diurno si svolge dal lunedì al venerdì sia durante l’anno scolastico che nel periodo estivo, dalle ore 11.30 fino alle ore 18.00, ora in cui è previsto il rientro in famiglia. I bambini, oltre ad avere un pasto e una merenda quotidiana assicurati, vivono momenti di gioco, attività ludico–didattiche (teatro, laboratori handmade, ecc.) e svolgono i compiti scolastici, ricevendo tutto il materiale didattico necessario, oltre al sostegno degli specialisti. Realizzano progetti concreti di conoscenza della realtà e della cultura locale attraverso delle gite e uscite, di attività di sviluppo fisico come corsi di nuoto, tennis, atletismo o altri sport, di interscambio con i volontari italiani, nonché di partecipazione a varie iniziative locali organizzate in modo particolare dalla biblioteca cittadina.

Il progetto 34 “Un piatto per tutti” è pensato per garantire una sana alimentazione quotidiana ai bambini che frequentano il centro, il cui stato di salute viene controllato ogni settimana da un medico; inoltre una nutrizionista forma i bambini affinché conoscano l’importanza di un’alimentazione corretta. Attualmente il centro sostiene 24 bambini e per fare fronte alle spese di un pranzo e una merenda al giorno (forse l’unico della giornata per qualcuno di loro) sono necessari circa € 50,00 mensili per ogni bambino. Il contributo assegnato al progetto è di € 2.000,00 e permetterà il sostegno alimentare per circa 20 bambini per due mesi.

La referente in loco è Suor Michela Fabbri.

Annullamento Progetto 32

A causa dell’improvvisa scomparsa del missionario referente in loco, Padre Augusto Nicolau scj il Progetto 32 Nauela – Zambezia è stato annullato.
La prima quota di € 500,00 è stata comunque devoluta a questo progetto e alle necessità della missione. Questo a rettifica di quanto comunicato in sede di approvazione del bilancio dell’associazione.

Progetto 33 Tanzania – Iringa

Progetto Ristrutturazione “Casa Famiglia Nyumba Ali”

Lancio: Maggio 2019

Ultimazione: Marzo 2020

Obiettivo raccolta: € 2.100,00

Contributi assegnati: € 2.100,00

Il progetto riguarda la ristrutturazione di una Casa Famiglia costruita da Bruna Fergnani e Lucio Lunghi, ad Iringa nel sud della Tanzania, con lo scopo di accogliere ragazzi disabili dalle strade.

Era il 2003 quando sul ciglio di una strada di periferia del Sud della Tanzania, Bruna e Lucio incontrano Mage, bambina orfana affetta da un ritardo mentale e da qualche problema di deambulazione, raccolta dal suo angolo di strada dove il suo sorriso luminoso calamitava l’elemosina per le tasche della famiglia. Mage durante quell’estate si siede per la prima volta su una sedia, dopo aver passato tutta la sua vita a gattonare nella polvere per colpa dell’ignoranza e di una malformazione alle gambe. Accompagnata di lì a poco al centro disabili di Ilula, dà vita con il suo sorriso ad un nuovo futuro. Nel 2006 nasce l’associazione Nyumba Ali e con lei la casa famiglia costruita per accogliere Mage e per aprire gli occhi sulla condizione dei bambini disabili in Tanzania: un problema nuovo da affrontare in questi luoghi, perché tenuto nascosto fino a quel momento in un angolo di una capanna o più semplicemente soppresso all’origine.

Zawadi al telegiornale

AUPAT ha deciso di sostenere i lavori di ristrutturazione di alcuni locali annessi alla casa famiglia che necessitano di costante manutenzione nel tempo. La finalità del progetto è quella di finanziare la ristrutturazione della scuola e della palestra nei centri diurni di Wilolesi e di Ngome, fondamentali per la crescita dei ragazzi disabili, per un importo totale di euro 2.100,00. 

Questo è il preventivo dei lavori che si realizzeranno con il contributo di AUPAT. 

Wilolesi imbiancatura: 
cancellata, scuola, palestra 
TSH 1.130.000 
Ngome imbiancatura: 
esterno palestra/esterno muro 
TSH 325.000 
Ripavimentazione  TSH 2.280.000 
Asfaltatura ingresso  TSH 160.000 
Attrezzatura per palestre: 
2 carrozzine, 2 deambulatori,
2 materassi palestra 
TSH 1.400,000 
Totale scellini  TSH 5.295.000 
Totale in euro 
(calcolato al cambio TSH 2.600 = 1 €)
€ 2.036,00 

I referenti del progetto sono Bruna Fergnani e Lucio Lunghi. 

Progetto 32 bis – Congo – Babonde

Progetto “Agricoltura e allevamento” a Babonde

Lancio: Dicembre 2018

Ultimazione: Dicembre 2019 (concluso)

Obiettivo raccolta: € 2.250

Contributi assegnati: € 2.250

Il progetto riguarda la creazione di piccole cooperative di agricoltori e di allevatori nella zona di  Babonde (Congo). Questa zona e il suo circondario è prettamente a vocazione agricola. L’economia di sussistenza, lontana dalle città, in piena foresta equatoriale, fuori dalle strade di grande comunicazione, non offre molte possibilità certe di lavoro.  La conseguenza è che un numero elevato di bimbi malnutriti, in carenza di proteine,  hanno regolarmente bisogno dell’aiuto del Centro Nutrizionale di Babonde denominato “Talita Kum”.

Un animale da cortile o un sacco di fagioli o di riso pronto ad essere venduto in caso di necessità e urgenze (scuola, malattie, viaggio) sono preziosi. Senza queste “riserve” la popolazione può essere facilmente in balia degli eventi. Come si può ben immaginare il lavoro non è meccanizzato e risulta essere davvero duro, faticoso e logorante.

A partire dal 2017 presso la missione di Babonde alcuni gruppi di persone sono stati supportati per costituirsi in “comité”, ossia comitati, per l’introduzione della COLTIVAZIONE del CACAO accanto a quella del CAFFE’ e della SOIA e anche per l’ALLEVAMENTO DI MAIALI di una razza migliore di quella locale. Inoltre, un piccolo stagno serve da alcuni anni per la PISCICULTURA. In tutto questo i comitati sono assistiti da un AGRONOMO.

La COSTRUZIONE DI UNA STALLA per maiali è già stata reallizzata. E’ a dimensione familiare e può beneficiare provvisoriamente della consulenza / assistenza di un veterinario che viene da una città vicina.

Con il progetto 32bis possiamo offrire la possibilità replicare questa esperienza in altri villaggi vicini con la costituzione di altri comitati locali. In particolare, AUPAT sosterrà l’acquisto di animali da cortile (maiali) e di materiale per l’agricoltura.

Il referente in loco è padre Renzo Busana scj.